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   <title><![CDATA[mike75]]></title>
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   <description><![CDATA[<p><em><strong>Giovanni in arte Mike75. Lavoro nella pubblica amministrazione e studio da un anno &quot;Scienze e tecnologie della comunicazione&quot; alla Sapienza di Roma. Da grande (anche se ho 31 anni) voglio fare il giornalista, l'ho fatto una decina di anni fa per due giornali e ora scrivo per</strong></em> <a href="http://www.scudettoweb.com">www.scudettoweb.com</a> <em><strong>e per questo blog.</strong></em></p>]]></description>
   <language>it</language>
   <pubDate>Sat, 10 May 2008 09:48:53 +0200</pubDate>
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       <title><![CDATA[Allarme estinzione]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font size="2"><strong>Allarme estinzione!</strong></font></p>
<p><font size="2">Il WWF &egrave; preoccupato: un&rsquo;altra razza &egrave; in via di estinzione e non sembra che ci sia un modo per bloccare la rapida moria dei suoi rappresentanti. Si tratta dei giornalisti. <br />E&rsquo; ormai scomparsa la razza del giornalista colto com&rsquo;era Gianni Brera, del giornalista poeta come Franco Valeri, del giornalista intellettuale come Sandro Ciotti. <br />Questa preoccupante evoluzione sembra essere dovuta alla fusione del mondo della carta stampata con quello della televisione e alla spettacolarizzazione sfrenata generata da questa collaborazione creando ibridi che, incrociando le due specie, accellerazione l&rsquo;estinzione del giornalista puro. <br />Accade cos&igrave; di vedere esemplari di giornalista modello come Ivan Zazzaroni gi&agrave; pronto per le passerelle di Milano, esemplari di giornalista Lino Banfi come Franco Ordine, che sar&agrave; sicuramente scritturato come successore dell&rsquo;attore barese, esemplari di giornalista ultras come Giampiero Mughini che fa appena in tempo a scappare dalla curva dei tifosi juventini per firmare presenza a Controcampo. <br />Il preoccupante fenomeno investe anche i giornalisti telecronisti, scomparsi i vari Ciotti e Martellini, solo Sky sembra essere riuscito a rimpiazzarli adeguatamente, mentre la Rai &egrave; diventata casa di pseudocronisti che spesso non sanno chi sia una giocatore e in quale ruolo giochi. La7 invece ha provato a far riprodurre Pizzul con i pessimi risultati di un telecronista-pensionato che riesce a confondere Ferrari con Mexes (effettivamente molto simili). <br />La spettacolarizzazione ha portato poi alla ricerca dello scoop a tutti i costi anche quando non c&rsquo;&egrave; stravolgendo le interviste ad uso delle notizie ad effetto, ha portato a cavalcare l&rsquo;onda del momento portando a scrivere tutti contro la Juventus con calciopoli e tutti contro l&rsquo;Inter quando &egrave; diventata antipatica perch&eacute; l&rsquo;autonomia giornalistica non paga, ha portato a scrivere in modo tale da creare false convinzioni alle persone come quando si fa credere che Valentino Rossi sia un privilegiato e che abbia ottenuto vantaggi del Fisco che altri non potrebbero avere. <br />Ormai la strada &egrave; segnata, non c&rsquo;&egrave; rimedio, i giornalisti si estingueranno. </font></p>
<p><font size="2"><strong>Quest'articolo &egrave; attualmente pubblicato su www.scudettoweb.com</strong><br /></font></p>]]></description>
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       <pubDate>Fri, 15 Feb 2008 10:57:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
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   </item>
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       <title><![CDATA[Si è dimesso!]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font size="2"><strong>Si &egrave; dimesso!</strong></font></p>
<p><font size="2">Ormai era nell&rsquo;aria. Le dimissioni erano inevitabili. <br />Eppure le premesse per fare bene c&rsquo;erano tutte. <br />E&rsquo; vero si partiva da un&rsquo;eredit&agrave; difficile, una situazione finanziaria pessima, ma era difficile fare peggio di chi lo aveva preceduto, da chi gli aveva lasciato un&rsquo;eredit&agrave; pesante e difficile da cancellare. Lui poteva essere l&rsquo;uomo giusto per portare serenit&agrave;, per far risalire la china, per dare dopo tanto tempo stabilit&agrave; e miglioramenti nel tempo. <br />Tutti si aspettavano grandi cose da e lui ha lavorato: ha costruito una squadra sicuramente eterogenea, ma in apparenza solida e che offriva ampie garanzie per raggiungere gli obiettivi che si era preposto e che facevano ben sperare. <br />E cos&igrave;, tra le critiche di chi non approvava la sua politica di risanamento, tra gli altalenanti risultati ottenuti, &egrave; andato avanti cocciuto per la sua strada convinto di poter far bene nonostante tutto e tutti. <br />Ma si arriva in un momento in cui &egrave; inevitabile gettare la spugna. <br />Quando qualcuno inizia a non credere pi&ugrave; nel tuo progetto, quando i senatori perdono la saggezza che dovrebbe contraddistinguerli per voltarti la faccia e remarti contro, quando anche chi era con te ti sfiducia platealmente, allora in quel momento si scrive la parola fine, ci si alza, si prende il cappotto e si capisce che la sfida &egrave; persa. <br />E cos&igrave; &egrave; andata. <br />Salvatore Campilongo si &egrave; dimesso: non &egrave; pi&ugrave; l&rsquo;allenatore del Foggia. </font></p>]]></description>
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       <pubDate>Mon, 28 Jan 2008 10:33:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
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   </item>
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       <title><![CDATA[E che sia un felice anno]]></title>
       <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;"><strong>E che sia un felice anno</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;">Buon anno a tutti!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;">Buon anno ai tifosi dell&rsquo;Inter con l&rsquo;augurio di ripetere tutte le vittorie degli anni 90, buon anno ai tifosi della Roma sperando che a Madrid possano essere al settimo cielo come a Manchester, buon anno ai tifosi juventini con l&rsquo;augurio di un pronto rientro di Boumsong, auguri ai tifosi del Milan sperando che dopo Kak&agrave; e Pato (per i baresi Peto) il loro presidente compri anche Puzzetta, auguri ai tifosi della Lazio con l&rsquo;augurio che Lotito faccia altri acquisti di spessore come Vignaroli per rinforzare la squadra, auguri ai tifosi del Napoli sperando che Lavezzi e Zalayeta non decidano definitivamente di seguire la Cagnotto e cambiare sport. Tanti auguri ai tifosi di tutte le squadre, di serie A, di serie B, di serie C e delle serie inferiori. Auguri a chi ama il calcio, a chi ama il fantacalcio, a chi ama scudettoweb, a chi ama lo sport vero, il sudore, il divertimento. Auguri a chi sa vincere e a chi sa perdere, auguri a chi non si dimentica mai che il calcio &egrave; uno sport, &egrave; gioia, &egrave; allegria. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;">Per ultimi, ma non come importanza, auguri ai tifosi della Fiorentina, auguri a Cesare Prandelli: mister non avrai passato delle belle giornate, non potevano essere per te delle feste come non potevano esserlo per te, auguri di un anno nuovo che porti a te e a tutti quelli che hanno subito un dolore cos&igrave; grande, cos&igrave; immensamente terribile da sopportare, di un 2008 che porti un pizzico di serenit&agrave;, un po&rsquo; di forza per continuare a vivere per onorare la memoria di chi ci guarda da lass&ugrave;, di chi sa quando &egrave; importante la vita.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;">Mike75</span></p>]]></description>
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       <pubDate>Mon, 31 Dec 2007 15:32:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
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   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Tiri Mancini]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><strong><font size="2">Tiri Mancini</font></strong> </p>
<p><font size="2">Domenica 16 dicembre 2007. Roberto Mancini si sveglia, si alza dal letto, si fa il caff&egrave;. Legge il giornale, va su internet. Si collega a www.scudettoweb.com, scopre che il suo avversario ha messo in campo Cesar e Materazzi, decide quindi di tenerli in panchina contro il Cagliari per non rischiare di perdere. Spegne il computer, prepara la colazione, la porta a letto a Ibrahimovic. Squilla il telefono, &egrave; Adriano che lo avvisa del suo imminente ritorno a gennaio, pronto a rientrare in campo. Saluta il brasiliano e telefona all&rsquo;Hollywood, avverte che il brasiliano sar&agrave; l&igrave; tra un mese e chiede di organizzare una festa con tante ragazze. Chiude e fa una chiamata anonima a Novella 2000, facendo la soffiata per far beccare Adriano ancora una volta in atteggiamenti fuori luogo. Chiude ed &egrave; soddisfatto, il brasiliano &egrave; di nuovo sistemato e potr&agrave; tenerlo fuori qualche altro mese senza problemi. Poi si fa ora della partita, la sua squadra scende in campo, non c&rsquo;&egrave; nessun italiano, quasi tutti stranieri, quasi tutti argentini. Mancini segue la partita, si agita, sbraita, non &egrave; soddisfatto. Finisce il primo tempo &egrave; pareggio, ma ci sono ancora novanta minuti, novanta minuti che possono cambiare definitivamente una stagione, novanta minuti per arrivare bene alla fine dell&rsquo;anno. La partita riprende, &egrave; combattuta, ma c&rsquo;&egrave; troppa differenza tecnica, non pu&ograve; finire in parit&agrave; e infatti non finisce cos&igrave;. Due goal di scarto, potevano forse essere di pi&ugrave;, ma basta cos&igrave;. Roberto &egrave; triste, la sua squadra ha perso, il Boca non ce l&rsquo;ha fatta, il Milan ha vinto. Mancini sorride, in fondo non &egrave; poi cos&igrave; male: i rossoneri hanno vinto la coppa del torneo dell&rsquo;amicizia! Almeno ora la finiranno di dire che solo l&rsquo; Inter vince inutili trofei come il Moretti o il Tim: ora lui vince gli scudetti e Ancelotti le coppettine, la ruota ha finalmente girato. Mancini, si sistema il ciuffo ed esce, &egrave; ora di andare, il Cagliari lo aspetta.&nbsp;</font><font size="2">&nbsp;</font></p>]]></description>
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       <pubDate>Mon, 17 Dec 2007 09:16:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
       <source url="http://mike75.iobloggo.com/archive.php?eid=24"><![CDATA[Tiri Mancini]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Un pareggio scaramantico]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font size="2"><strong>Un pareggio scarmantico</strong></font></p>
<p><font size="2">Essere presidente di una squadra non &egrave; mai facile. <br />Se poi questa squadra lotta per la salvezza, bisogna ingegnarsi, bisogna trovare tutti i modi per vincere. Poi c&rsquo;&egrave; la scaramanzia, quella che nel mondo dello sport e dello spettacolo &egrave; diffusissima, come se bastasse cambiare un abito, cambiare posizione allo stadio per arrivare alla vittoria. Aldo Spinelli, presidente del Livorno &egrave; celebre tanto per il suo senso del risparmio genovese, quanto per le discussioni con Cristiano Lucarelli e le dispute con i suoi allenatori che difficilmente riescono a completare un&rsquo;intera stagione al suo servizio. <br />Spinelli cambia i giocatori, cambia i mister, ma non cambia mai il suo impermeabile giallo: estate o inverno, caldo afoso o freddo polare, non si separa dall&rsquo;artefice delle sue vittorie ed inspiegabilmente non ha sotto contratto Ulivieri, allenatore con la sua stessa mania, ma con un indumento pi&ugrave; ingobrante d&rsquo;estate: un cappotto blu. <br />E&rsquo; stato per questo che Massimo Cellino, presidente del Cagliari, che ha in comune con il suo parigrado del Livorno l&rsquo;esonero facile, si &egrave; dovuto inventare una risposta per contrastare l&rsquo;esagerata fortuna dell&rsquo;amuleto di Spinelli. Cellino non cambia mai posto allo stadio, ma &egrave; troppo poco contro il pericolo giallo del presidente del Livorno. <br />Allora cosa fare? Cellino scopre un inquietante particolare: il pallone ufficiale del campionato, Aerow II, &egrave; giallo e viola. Quale peggiore combinazione di colori! Quello preferito di Spinelli e quello che per antonomasia porta sfortuna! La vittoria diventa impossibile e allora il presidente del Cagliari si ingegna (e per questo rischier&agrave; quanto meno una multa): ripristina di sua iniziativa il pallone bianco e rosso e si siede al suo solito posto allo stadio. La conclusione? I portafortuna si annulla a vicenda e la partita finisce in pareggio. La domanda per Cellino e Spinelli nasce spontanea: non sarebbe pi&ugrave; facile allestire squadre decenti per salvarsi, piuttosto che ricorrere alla scaramanzia? Ah no, dimenticavo, quest&rsquo;ultima &egrave; gratis! </font><br /><strong><em><font size="2">Quest'articolo &egrave; attualmente pubblicato su www.scudettoweb.com</font></em></strong></p>]]></description>
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       <pubDate>Sat, 08 Dec 2007 12:38:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
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   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Forza Sergio!]]></title>
       <description><![CDATA[<div><span style="FONT-SIZE: 10pt"><strong>Forza Sergio!</strong></span></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 10pt"></span></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 10pt">Met&agrave; anni ottanta.</span></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 10pt">Click.</span></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 10pt">Accendo la tv.</span></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 10pt">Vado a vedere il telegiornale della mia citt&agrave;, Lecce. Attendo con ansia l&rsquo;arrivo delle notizie sportive.</span></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 10pt">Rimango colpito dalla voce del giornalista, con la erre un po&rsquo; moscia, ma differente da quelle che sento ogni giorno nelle tv locali di cronisti improvvisati che spesso fanno quel mestiere per hobbie, che spesso si limitano al minimo indispensabile.</span></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 10pt">Sergio Vantaggiato &egrave; un gran professionista, cura i servizi nei minimi dettagli, va a scovare le curiosit&agrave; che gli altri non sanno, fa il suo lavoro con passione, ha lasciato la cronaca per passare al calcio, al suo Lecce, alla squadra che seguir&agrave; per tutti gli anni che verranno.</span></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 10pt">Sergio diventer&agrave; il simbolo del giornalismo salentino, il punto di riferimento per chi ama il calcio, per chi ama il Lecce.</span></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 10pt">Si inventa una rubrica all&rsquo;interno del telegiornale, fa le radiocronache del partite, segue la squadra 365 giorni all&rsquo;anno, si distingue per la sua seriet&agrave;, per la sua pacatezza, per la sua obiettivit&agrave;, per il suo saper fare il giornalista (diventer&agrave; anche corrispondente di Repubblica).</span></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ed io, che ho due passioni in comune con lui il giornalismo e il Lecce, sogno di ripercorrere la sua strada, di fare quello che fa lui, di rubargli un giorno il posto, perch&eacute; &egrave; il lavoro che vorrei tanto fare nella vita.</span></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 10pt">2007.</span></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 10pt">Click.</span></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 10pt">Accendo la tv.</span></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 10pt">Vado a vedere il televideo, leggo di te Sergio, leggo che eri a Parigi, leggo che ti hanno scippato, leggo che hai reagito, leggo che sei caduto, leggo che sei in coma.</span></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 10pt">Svegliati Sergio, svegliati, non voglio pi&ugrave; rubarti il mestiere, quello &egrave; il tuo lavoro, &egrave; il tuo posto, &egrave; il posto che ti sei conquistato nel cuore della gente della tua citt&agrave;, &egrave; il posto che sar&agrave; sempre tuo.</span></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 10pt">Non puoi e non devi morire a 41 anni, devi vincere, devi vincere per noi.</span></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 10pt"><strong><em>Quest'articolo &egrave; attualmente pubblicato su </em></strong><a href="http://www.scudettoweb.com"><strong><em>www.scudettoweb.com</em></strong></a></span></div>]]></description>
       <link>http://mike75.iobloggo.com/archive.php?eid=22</link>
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       <pubDate>Tue, 14 Aug 2007 14:40:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
       <source url="http://mike75.iobloggo.com/archive.php?eid=22"><![CDATA[Forza Sergio!]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[La ciliegina sulla torta]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size="2"><strong>La ciliegina sulla torta</strong></font></p>
<p><font face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size="2">Troppi giovani. <br />Squadra inesperta, attacco spuntato, indebolito. <br />Queste erano le definizioni che venivano affibbiate alla Fiorentina: partito Toni non era stato adeguatamente sostituito. Pazzini sembrava troppo giovane per potersi caricare sulle spalle l&rsquo;intero attacco gigliato, ci voleva una grande bomber, uno d&rsquo;esperienza. <br />I viola si sono allora guardati intorno, hanno provato a far tornare sui campi da gioco Gigi Riva e Ciccio Graziani, ma entrambi hanno declinato l&rsquo;invito perch&eacute; impegnati in altre cose (il primo con la nazionale, il secondo nel trovare un reality dove esibirsi). <br />E visto che Batistuta si &egrave; ritirato per colpa di un ginocchio scricchiolante e che le grandi punte emigrano tutte verso l&rsquo;estero, Corvino ha deciso di orientarsi su qualcuno che potesse portare grande entusiasmo nella piazza del capoluogo toscano, qualcuno sempre sulla cresta dell&rsquo;onda, qualcuno che ha il suo nome sempre scritto sui pi&ugrave; importanti quotidiani italiani e stranieri, qualcuno che ha fatto parlare e far&agrave; ancora parlare di s&eacute;, qualcuno che ha fatto tornare la Fiorentina sotto i riflettori: Bobo Vieri. <br />Certo non sar&agrave; l&rsquo;emblema dell&rsquo;attaccamento alla maglia (ha giocato, tra le altre squadre, con Torino, Juventus, Inter e Milan), non sar&agrave; un giocatore che si dedica anima e corpo solo al calcio, ma &egrave; pur sempre un grande bomber, un attaccante di razza, colui che porta in dote quello che i tifosi della Fiorentina stanno aspettando con ansia. <br />I goals? <br />No, Melissa Satta. <br /><br /><strong><em>Quest'articolo &egrave; attualmente pubblicato su </em></strong><a href="http://www.scudettoweb.com"><strong><em>www.scudettoweb.com</em></strong></a></font></p>]]></description>
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       <pubDate>Mon, 23 Jul 2007 08:39:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
       <source url="http://mike75.iobloggo.com/archive.php?eid=21"><![CDATA[La ciliegina sulla torta]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[God saves the Kings]]></title>
       <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><font size="2"><strong>God saves the Kings</strong></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><strong><font size="2"></font></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font size="2"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font size="2">Chi vince &egrave; antipatico.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font size="2">E&rsquo; una delle regole non scritte dello sport.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font size="2">Era antipatica la Juventus quando vinceva sempre, era antipatico Schumacher per lo stesso motivo (ma probabilmente anche da perdente non sarebbe stato un campione di simpatia).</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font size="2">Anche l&rsquo;Inter, che fino a qualche anno fa era la squadra che suscitava pi&ugrave; simpatia (probabilmente perch&eacute; suscitava tenerezza e compassione per il fatto di non riuscire a centrare mai un obiettivo) ha seguito la stessa strada nell&rsquo;anno dei record.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font size="2">Poi c&rsquo;&egrave; qualcuno che vince, che vince sempre, ma che &egrave; amato dai tifosi e stimato e apprezzato dai colleghi.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font size="2">Il suo nome &egrave; Roger Federer, svizzero, vincitore per la quinta volta di Wimbledon e uomo imbattibile del tennis mondiale.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font face="Times New Roman" size="2"><font face="Verdana">E&rsquo; un campione, un campione vero che rispetta gli avversari, che vince perch&eacute; &egrave; inequivocabilmente il pi&ugrave;</font> f<font face="Verdana">orte.</font></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font size="2">E cos&igrave; gli avversari si inchinano sul campo e con le parole: Safin nel 2004 aveva detto che c&rsquo;era pi&ugrave; talento in Federer che in tutti gli altri tennisti in attivit&agrave; messi insieme, Bjorkman nel 2006 aveva affermato che era sempre un onore giocare con chi era cos&igrave; vicino alla perfezione.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font size="2">Persino l&rsquo;unico che riesce (soprattutto sulla terra) a tenergli testa, Rafael Nadal, ha chiesto scherzando un autografo a Roger.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font size="2">Federer ha vinto di nuovo, ha battuto nuovamente Nadal nella finale di Wimbledon in 5 set e al termine della partita invece di compiacersi della sua straripante bravura ha avuto parole di stima e di apprezzamento per l&rsquo;avversario, sostenendo che sta migliorando di giorno in giorno e che sar&agrave; un avversario sempre pi&ugrave; difficile da battere.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font size="2">Roger ha raggiunto Borg con cinque vittorie a Wimbledon e l&rsquo;ex tennista svedese era presente sul campo per fare i complimenti allo svizzero e passargli il testimone.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font size="2">Ora &egrave; lui il campione, un campione pulito che vince senza doping, senza trucchi, senza bisogno di comprare arbitri o avversari.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font size="2">Inchiniamoci, sta passando il Re.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><strong><font size="2"><em>Quest'articolo &egrave; attualmente pubblicato su </em><a href="http://www.scudettoweb.com"><em>www.scudettoweb.com</em></a></font></strong></p>]]></description>
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       <pubDate>Mon, 09 Jul 2007 09:17:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
       <source url="http://mike75.iobloggo.com/archive.php?eid=20"><![CDATA[God saves the Kings]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Per sognare ancora]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font size="2"><strong>Per sognare ancora</strong></font></p>
<p><font size="2">18 giugno 2006. <br />Era l&rsquo;indomani di Italia-Stati Uniti, l&rsquo;indomani del pareggio che aveva riportato gli azzurri sulla terra, l&rsquo;indomani dell&rsquo;espulsione sciagurata di De Rossi che poteva rischiare di compromettere non solo la partita con gli americani, ma tutto il cammino nei mondiali di Germania 2006 dei giocatori allenati da Marcello Lippi. <br />E i tifosi pensavano che sarebbe stata la stessa solfa delle ultime Coppe del Mondo, che ci saremmo qualificati a stento nel girone e che poi avremmo incontrato una Corea qualsiasi che ci avrebbe eliminato, che saremmo tornati a casa delusi, che sarebbe stato esonerato ancora una volta il nostro Ct. <br />Sappiamo tutti invece come &egrave; andata, da l&igrave; &egrave; iniziato il trionfo azzurro, da l&igrave; l&rsquo;Italia ha trovato convinzione e carattere, da l&igrave; siamo tornati grandi. <br />E cos&igrave; come in un film ci tornano in mente le immagini di Materazzi che ci permette la qualificazione, di Totti che segna il rigore dell&rsquo;ultimo minuto contro l&rsquo;Australia, della vittoria senza storia contro l&rsquo;Ucraina, della partita al cardiopalma contro la Germania, di Grosso che ci regala la finale e non ci crede neanche lui, di Del Piero che mette il sigillo, d&igrave; Zidane che finisce la carriera con un colpo di testa. <br />E poi i rigori, quei rigori che ultimamente ci avevano spesso condannato, quei rigori che ci avevano gi&agrave; visti sconfitti contro la Francia, ma che questa volta si trasformano nel nostro trionfo quando Grosso ci regala la vittoria che tutti sognavamo e d&agrave; inizio alla grande festa. <br />Una serata indimenticabile, ancora di pi&ugrave; per chi ha avuto la fortuna di godersela al Circo Massimo di Roma, in una bolgia di tifo indiavolato che contagiava chiunque, anche i turisti stranieri che avevano deciso di unirsi alla marea azzurra. <br />Quel giorno l&rsquo;Italia per un giorno &egrave; stata veramente unita sotto l&rsquo;inno di Mameli, quella sera non c&rsquo;era pi&ugrave; calciopoli, non c&rsquo;era pi&ugrave; Moggi, non c&rsquo;erano pi&ugrave; i veleni del calcio truccato, quella notte eravamo l&rsquo;Italia, quella notte eravamo i Campioni del Mondo.</font></p>
<p><font size="2"><strong>Quest'articolo &egrave; attualmente pubblicato su </strong><a href="http://www.scudettoweb.com"><strong>www.scudettoweb.com</strong></a></font>&nbsp;<br /></p>]]></description>
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       <pubDate>Mon, 18 Jun 2007 09:04:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
       <source url="http://mike75.iobloggo.com/archive.php?eid=19"><![CDATA[Per sognare ancora]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Nozze di cristallo]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font size="2"><strong>Nozze di cristallo</strong></font></p>
<p><font size="2">20 anni. <br />20 anni di gioie (poche negli anni 80-90) e delusioni (tante). <br />20 anni di matrimonio con lo scudetto. <br />Era il 10 maggio 1987 quando Napoli festeggiava il suo primo tricolore, quando Maradona era il suo re, quando tutta una citt&agrave; impazziva di gioia. <br />Una gioia durata 4 anni, quando la squadra partenopea vincer&agrave; il suo secondo scudetto trascinata ancora dal campione argentino. <br />Il declino del Napoli corrisponder&agrave; poi al declino e la partenza di Maradona, travolto da vicende personali troppo gravi per poter rimanere all&rsquo;ombra del Vesuvio. <br />La squadra non si riprender&agrave; pi&ugrave;, la societ&agrave; non riuscir&agrave; negli anni ad evitare il fallimento ed il Napoli dovr&agrave; ricominciare tutto da capo dall&rsquo;inferno della c. <br />Ora con un nuovo presidente ed una societ&agrave; sana, la rincorsa &egrave; incominciata, la A &egrave; vicina, le grandi sfide con Inter, Juventus, Milan e Roma per i posti che contano stanno per tornare. <br />Una sola cosa non &egrave; mai fallita, una cosa sola non &egrave; mai retrocessa, una sola cosa &egrave; sempre stata viva: l&rsquo;amore dei napoletani per la loro squadra, il calore e l&rsquo;affetto di una citt&agrave; che ha risposto alla serie c con settantamila spettatori e che vuole ancora festeggiare, vuole ancora sentirsi protagonista. <br />20 anni fa Carnevale segnava il goal che regalava il primo scudetto al Napoli (nella partita contro la Fiorentina nella quale segn&ograve; anche Roberto Baggio), 20 anni fa Napoli entrava nella storia, 20 anni fa c&rsquo;era una citt&agrave; in festa che per un giorno aveva dimenticato tutti i suoi problemi, che per un giorno era diventata capitale d&rsquo;Italia. </font><br /><font size="2"><strong>Quest'articolo &egrave; attualmente pubblicato su </strong></font><a href="http://www.scudettoweb.com"><font size="2"><strong>www.scudettoweb.com</strong></font></a></p>]]></description>
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       <pubDate>Thu, 10 May 2007 14:41:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
       <source url="http://mike75.iobloggo.com/archive.php?eid=18"><![CDATA[Nozze di cristallo]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Parola alla difesa]]></title>
       <description><![CDATA[<div align="center"><font size="2"><strong>Parola alla difesa</strong></font></div>
<div align="center"><strong><font size="2"></font></strong></div>
<div align="center"></div>
<div><font size="2"></font></div>
<div><font size="2">Cogne, 30 gennaio 2002: il piccolo Samuele Lorenzi muore colpito alla testa ripetutamente da qualcuno con un oggetto contundente.</font></div>
<div><font size="2">Torino, 27 Aprile 2007: la Corte d'Appello di Torino condanna la madre, Annamaria Franzoni, per aver commesso l'omicidio del figlio.</font></div>
<div><font size="2">Questo caso &egrave; diventato un evento mediatico senza precedenti, non solo i carabinieri, ma tutte le trasmissioni da Porta a Porta a Matrix, si sono trasformate in investigatori improvvisando scenari, proponendo nuovi elementi in esclusiva, ma non arrivando ad alcuna decisione definitiva.</font></div>
<div><font size="2">I problemi nascono dal fatto che le indagini non sono partite per tempo e non &egrave; mai stata trovata l&rsquo;arma con la quale &egrave; stato commesso il delitto.</font></div>
<div><font size="2">Molti di noi &nbsp;pensano che il delitto sia stato effettivamente commesso dalla Franzoni ed &egrave; indubbio che tutti gli indizi sembrano portare a lei, ma la domanda nasce spontanea: si pu&ograve; condannare qualcuno senza avere la prova inconfutabile che quel qualcuno abbia commesso un reato?</font></div>
<div><font size="2">Se &egrave; vero che &egrave; altamente improbabile che una persona abbia commesso l&rsquo;omicidio indossando il pigiama (trovato intriso di sangue) della Franzoni (anche se la difesa sostiene che potrebbe anche essersi macchiato essendo appoggiato sul letto) e che non si abbia modo di provarlo, non si pu&ograve; nemmeno provare che il pigiama lo indossasse lei e che lei abbia ucciso Samuele.</font></div>
<div><font size="2">E&rsquo; vero, &egrave; molto pi&ugrave; probabile la seconda ipotesi della prima, &egrave; l&rsquo;ipotesi che tutti utilizziamo per dichiarare colpevole la Franzoni, ma noi non siamo giudici, possiamo giocare a fare gli investigatori, possiamo anche esprimere il nostro verdetto, ma non siamo giudici.</font></div>
<div><font size="2">Un giudice non pu&ograve; e non deve emettere una sentenza perch&eacute; una persona ha molto probabilmente commesso il fatto, un giudice deve avere la sicurezza, deve avere elementi inconfutabili, non ci devono essere probabilit&agrave;, ci devono essere certezze, altrimenti, fino a prova contraria, chiunque &egrave; innocente.</font></div>
<div><font size="2">Senza l&rsquo;arma del delitto, senza che nessuno abbia visto o sentito nulla tutte le prove cadono: se &egrave; vero che la casa &egrave; isolata, se &egrave; vero che nessuno aveva motivo di uccidere Samuele, se &egrave; vero che &egrave; molto improbabile che un assassino abbia indossato il pigiama della madre della vittima, &egrave; anche vero che &egrave; impossibile provare la remotissima ipotesi che l&rsquo;omicidio non lo abbia commesso la Franzoni, cos&igrave; come &egrave; impossibile provare inconfutabilmente che lei abbia ucciso suo figlio.</font></div>
<div><font size="2">E che i giudici siano in disaccordo tra di loro lo prova il fatto che Annamaria sia stata condannata a soli 16 anni di carcere: se &egrave; innocente doveva essere assolta, se &egrave; colpevole non doveva prendere meno di trent&rsquo;anni, cos&igrave; sembra colpevole per met&agrave;, ma pu&ograve; esistere un &ldquo;mezzo colpevole&rdquo;?</font></div>
<div><font size="2">La Franzoni pu&ograve; essere antipatica, pu&ograve; essere la principale sospettata dell&rsquo;omicidio del figlio, ma fino a prova contraria &egrave; innocente.</font></div>]]></description>
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       <pubDate>Sat, 28 Apr 2007 11:26:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
       <source url="http://mike75.iobloggo.com/archive.php?eid=17"><![CDATA[Parola alla difesa]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Bisogna sapere vincere]]></title>
       <description><![CDATA[<font size="2" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">Petacciato. <br />Un comune di meno di 3.500 abitanti del Molise, in provincia di Campobasso, una squadra di calcio che rischia, suo malgrado, di restare nella storia. <br />Mentre l&rsquo;Inter vince lo scudetto, mentre l&rsquo;Inter vede sfumare il sogno di concludere il campionato da squadra imbattuta, il Petacciato naviga in brutte acque nel girone H del campionato nazionale dilettanti. <br />32 giornate, nessuna vittoria, 5 pareggi, 27 sconfitte, 26 goals fatti e 76 subiti (peggiori difese e attacco del girone): questo il desolante bilancio della squadra molisana a due giornate dal termine del campionato. <br />Sembra quasi una storia da film, come la mitica Longobarda di Lino Banfi alias Oronz&ograve; Can&agrave; nel film l&rsquo;Allenatore nel Pallone, solo che qui il personaggio folkloristico &egrave; il presidente Carmine D&rsquo;Angelo, che le ha provate proprio tutte per far vincere la sua squadra arrivando fino al punto di rivolgersi ad uno stregone. <br />Un presidente che prima di tutte le partite riunisce tutta la squadra e lo staff nello spogliatoio incitandoli come si usa fare di solito nella pallavolo: tutti a testa china e abbracciati urlando inni di vittoria. <br />Ora mancano due giornate alla fine del campionato, alla fine di quest&rsquo;incubo, alla fine del sogno di una sola vittoria. <br />La squadra sembra non crederci pi&ugrave; (nell&rsquo;ultima partita in casa ha perso 1-6), i tifosi sembrano non crederci pi&ugrave; (&egrave; stato chiuso il sito ufficiale del Petacciato gestito appunto da un tifoso), ma ancora la vittoria pu&ograve; arrivare. <br />Qualcuno, infatti, &egrave; riuscito ad uscire da una situazione simile. <br />Allora presidente ci pensi, prenda l&rsquo;allenatore giusto: con Can&agrave;, la bizona, il 5-5-5 e magari Aristoteles la prima vittoria arriver&agrave;.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Quest'articolo &egrave; attualmente pubblicato su www.scudettoweb.com</span> </font>]]></description>
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       <pubDate>Thu, 26 Apr 2007 08:38:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
       <source url="http://mike75.iobloggo.com/archive.php?eid=16"><![CDATA[Bisogna sapere vincere]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Appello per Titti Pinna]]></title>
       <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><font size="2"><strong style="">Alla cortese attenzione di &ldquo;Repubblica&rdquo; e &ldquo;Emergency&rdquo;</strong><br /><br />Siamo alcuni componenti del Comitato Spontaneo: &ldquo;Titti Libero&rdquo; e scriviamo da Bonorva, un paese di circa quattromila abitanti posto a cinquanta km da Sassari.<br />Abbiamo appreso come tutti da qualche giorno della liberazione di Daniele Mastrogiacomo e avremmo voluto unirci alla gioia che ha pervaso tutti gli italiani, ma non possiamo festeggiare, perch&eacute; c&rsquo;&egrave; un uomo che ancora non ha trovato la sua libert&agrave;, c&rsquo;&egrave; un uomo in agonia da oltre <strong style=""><u>6 mesi</u></strong>: il suo nome &egrave; <strong style=""><u>Giovanni Battista Pinna</u></strong> detto Titti, un uomo di 37 anni, un onesto allevatore, che &egrave; stato sequestrato il 19 settembre <st1:metricconverter w:st="on" productid="2006 in">2006 in</st1:metricconverter> pieno giorno, verso le tre del pomeriggio nella sua azienda agricola, da almeno cinque uomini, secondo i rilievi degli inquirenti. Da quel giorno, in paese, sono nate diverse iniziative di solidariet&agrave; per lui e contro la terribile piaga del sequestro di persona. L&rsquo;imponente fiaccolata a tre giorni dal rapimento, la grande manifestazione con i Sindaci della Sardegna e l&rsquo;impegno delle forze dell&rsquo;ordine non hanno, purtroppo, accelerato la liberazione del nostro compaesano. Anche l&rsquo;appello del Papa all&rsquo;Angelus non ha trovato molte orecchie attente.<br />Poi come accade purtroppo molto spesso &egrave; calato il silenzio, le nostre parole sono cadute nel vuoto, le nostre iniziative non sono servite a nulla, solo sul nostro e su altri blog si &egrave; continuato a parlare del caso di Titti Pinna.</font></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><font size="2"><strong style=""><u>TROPPO POCO!!!!</u></strong></font></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><font size="2">6 mesi di silenzio,<span style="">&nbsp; </span>6 mesi in cui nessuno si &egrave; mosso per lui, 6 mesi in cui Giovanni Battista non &egrave; esistito per le televisioni, per i giornali, non &egrave; esistito per la gente, perch&eacute; la gente sa quello che i mezzi di informazione le fanno sapere, quello che viene selezionato tra le tante notizie di giornata e merita secondo i giornalisti di finire nei telegiornali e sulla carta stampata.<br />Titti non &egrave; abbastanza importante, Titti non &egrave; un giornalista come Mastrogiacomo, Titti non &egrave; famoso, Titti &egrave; stato rapito in Sardegna e non in Afghanistan, <strong style=""><u>Titti non fa notizia.</u></strong></font></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><font size="2"><strong style=""><u>NON E&rsquo; GIUSTO!</u></strong></font></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><font size="2">Non &egrave; giusto che esistano vite di serie a e di serie b.<br />Non &egrave; giusto che esistano sequestri di serie a e di serie b.<br />Non &egrave; giusto che i giornali, le televisioni, la politica, lo Stato agiscano solo per il loro tornaconto, solo perch&eacute; una persona &egrave; pi&ugrave; famosa di un&rsquo;altra, solo perch&eacute; il contesto nel quale &egrave; stato rapito &egrave; una cassa di risonanza che fa molto pi&ugrave; rumore dell&rsquo;altra, solo perch&eacute; la liberazione di Mastrogiacomo d&agrave; molto pi&ugrave; prestigio di quella di Titti Pinna.<br />Pinna &egrave; un uomo esattamente come lo &egrave; Mastrogiacomo, con la stessa dignit&agrave;, con gli stessi diritti: la sua vita non &egrave; meno importante di quella di un giornalista solo perch&eacute; &egrave; un semplice allevatore e corre un rischio grande almeno quanto quella dell&rsquo;inviato di Repubblica: la famiglia di Titti Pinna, non &egrave; purtroppo nuova ai sequestri di persona: <strong style=""><u>nel 1978 furono oggetto di un tentativo di sequestro sia il padre che uno zio, i quali con la forza della disperazione, riuscirono a scappare dalla trappola loro tesa. Nel 1980 un altro zio che portava il suo stesso nome, Giovanni Battista Pinna, venne sequestrato: non ritorn&ograve; pi&ugrave; a casa.</u></strong><br />Oggi i giorni passano con l&rsquo;angosciosa constatazione di un sequestro che sembra non aver mai fine. E pi&ugrave; passano i giorni e pi&ugrave; cresce l&rsquo;inquietudine dentro di noi di non riuscire a cambiare la situazione di Titti. Tutto sembra favorire i &ldquo;ladri di uomini&rdquo;.<br />Aiutateci, aiutateci a rompere il silenzio, aiutateci ad informare l&rsquo;opinione pubblica, aiutateci a mobilitare televisioni, stampa e politica ma soprattutto <strong style=""><u>AIUTATECI A LIBERARE GIOVANNI BATTISTA PINNA!</u></strong></font></p>
<p align="right" style="text-align: right;" class="MsoNormal"><font size="2">Il comitato spontaneo &ldquo;Titti libero&rdquo; </font></p>
<p align="right" style="text-align: right;" class="MsoNormal"><font size="2"><a href="http://blog.libero.it/tittilibero/">http://blog.libero.it/tittilibero/</a></font></p>
<p align="right" style="text-align: right;" class="MsoNormal"><font size="2">e tutti i suoi amici di serie b</font></p>]]></description>
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       <pubDate>Tue, 27 Mar 2007 08:10:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
       <source url="http://mike75.iobloggo.com/archive.php?eid=15"><![CDATA[Appello per Titti Pinna]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Non c'è solo Mastrogiacomo]]></title>
       <description><![CDATA[<p style="text-align: center;" class="MsoNormal"><font size="2"><span style="font-weight: bold;">Non c'&egrave; solo Mastrogiacomo</span></font><br /></p>
<p class="MsoNormal"><font size="2">Daniele Mastrogiacomo &egrave; libero, Giovanni Battista Pinna no.<br />Daniele Mastrogiocamo ha patito 15 giorni di sequestro, Giovanni Battista Pinna &egrave; da 6 mesi in mano ai rapitori.<br />La differenza tra i due casi &egrave; evidente, &egrave; una differenza esclusivamente mediatica.<br />Daniele Mastrogiacomo &egrave; un giornalista, &egrave; in Afghanistan, viene rapito dai talebani: tutti si attivano, il governo cerca i giusti contatti e dopo due settimane l'inviato di repubblica &egrave; sano e salvo.<br />Questo &egrave; un caso che fa notizia, un caso che se risolto con successo d&agrave; prestigio ad un governo in crisi, &egrave; un caso che se trattato in televisione far&agrave; grandi ascolti e cosa importa se il suo autista afgano viene giustiziato dai suoi carcerieri? L&rsquo;importante &egrave; che Daniele &egrave; vivo, in fondo Saiel non &egrave; italiano e quindi tiriamo tutti un sospiro di sollievo: cosa ce ne importa se lui lascia una moglie incinta che abortisce per il dolore conseguente alla notizia della morte del marito? Cosa ce ne importa se aveva altri quattro figli? Cosa importa chi era, cosa faceva? Nulla, tanto era solo un povero autista afgano.<br />Giovanni Battista Pinna &egrave; italiano, &egrave; sardo, &egrave; un facoltoso allevatore di Bonorva, viene rapito il 20 settembre 2006. Sono passati 6 mesi: nessuno si &egrave; mosso per lui, nessuno ne parla in televisione, nessuno scrive di lui sui giornali, nessuno si prodiga per liberarlo.<br />Pinna &egrave; un sequestrato di serie b, non fa notizia, ha avuto la sfortuna di essere rapito in Sardegna invece che in Afghanistan, &egrave; un semplice allevatore non un giornalista: per il governo Giovanni Battista non esiste, per la televisione non esiste, per i giornali non esiste e di conseguenza non esiste nemmeno per la gente, se non quella sarda, che non sa nulla di lui, nulla della sua lunga sofferenza, non sa nulla del fatto che anni fa fu rapito e ucciso suo zio e che di conseguenza lui rischia di fare la stessa tragica fine.<br />Ma &egrave; possibile che viviamo in un mondo dove esistono vite di serie a e di serie b, sequestri di serie a e di serie b, morti di serie a e di serie b? E&rsquo; possibile che il governo, le televisioni, i giornali si muovano solo per i loro tornaconto, solo perch&eacute; una persona &egrave; famosa, solo perch&eacute; &egrave; stato rapito in un contesto nel quale bisogna intervenire subito mentre Pinna viene lasciato marcire nel suo carcere? <br />Ora siamo tutti bravi, perch&eacute; Mastrogiacomo &egrave; libero, ora andranno tutti a farsi belli in tv, a vantarsi di essere riusciti a far finire questa storia con un lieto fine: intanto Saiel &egrave; stato ucciso e Giovanni Battista Pinna &egrave; ancora nelle mani dei rapitori: festeggiate, festeggiate pure, io non lo far&ograve;, perch&eacute; anche io sono un italiano di serie b, perch&egrave; anche io mi sento un autista afgano.</font></p>]]></description>
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       <pubDate>Tue, 20 Mar 2007 09:02:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
       <source url="http://mike75.iobloggo.com/archive.php?eid=14"><![CDATA[Non c'è solo Mastrogiacomo]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Morto che parla]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font size="2"><strong>Morto che parla</strong></font></p>
<p><font size="2">Diego Armando Maradona non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave;. <br />E&rsquo; questa la voce che nella mattina di venerd&igrave; 16 marzo si &egrave; diffusa incontrollata in tutta l&rsquo;Argentina e da l&igrave; in tutto il mondo. <br />El Pibe de Oro sarebbe morto a causa di un incidente stradale che a 46 anni e proprio quando, grazie ad un operazione chirurgica e al disintossicamento dalle droghe, stava dimagrendo e stava finalmente mettendo una pietra sopra al passato burrascoso che ha contraddistinto gli ultimi anni da calciatore e tutti i seguenti. <br />Un campione sul campo, un fuoriclasse che ha fatto innamorare una citt&agrave;, Napoli, un intero stato, l&rsquo;Argentina e l&rsquo;intero mondo calcistico. <br />La nazione sudamericana trova con lui un calciatore in grado di trascinare un&rsquo;intera squadra, capace di segnare con la mano senza farsi vedere diventando per tutti la mano di Dio, un fuoriclasse che parte da met&agrave; campo e dribblandosi met&agrave; squadra avversaria va a fare un goal che rimarr&agrave; nella storia del calcio. <br />Nella citt&agrave; partenopea si erano innamorati di lui gi&agrave; il primo giorno, quando si &egrave; presentato al San Paolo con uno show dei suoi: palleggi infiniti, classe sopraffina, Napoli era ai suoi piedi, a Napoli il referendum aveva sanzionato il ritorno alla monarchia: Maradona &egrave; il nuovo Re. <br />Incanta tutti con le sue giocate e le sue punizioni, fa vincere al Napoli due scudetti e da allora sar&agrave; impossibile schiodarlo dal suo trono. <br />Diego diventa il nome di tantissimi bambini che nascevano in quel periodo nella citt&agrave; partenopea, lui diventa il simbolo di una citt&agrave; che lo ama anche quando, travolto da cocaina e camorra, sembrava un calciatore finito, tanto bravo sul campo, quanto non lo era fuori. <br />Ieri mattina sembrava la fine di tutto questo, il re aveva abdicato, Napoli (e tutti quelli che lo hanno amato calcisticamente) aveva perso il suo campione, il suo mito, ma non era cos&igrave;, non &egrave; cos&igrave;: Diego sta bene, era solo uno scherzo di cattivo gusto, Maradona &egrave; ancora meglio &lsquo;e Pel&egrave;. &nbsp;</font><br /><strong><font size="2">Questo articolo &egrave; attualmente pubblicato anche su www.scudettoweb.com</font></strong></p>]]></description>
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       <pubDate>Sat, 17 Mar 2007 11:13:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
       <source url="http://mike75.iobloggo.com/archive.php?eid=13"><![CDATA[Morto che parla]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Ciao Giorgio!]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: center;"><font size="2"><span style="font-weight: bold;">Ciao Giorgio!</span></font><br /></div>
<font size="2"><br />C'era una volta un bambino che aveva un sogno: fare il biologo.<br />Suo padre era un affermato giornalista, ma lui non ne voleva sapere di fare lo stesso mestiere del suo famoso genitore, lui aveva altri obiettivi altri sogni, non voleva e non poteva reggere il confronto con un padre cos&igrave; importante, aveva paura di finire schiacciato.<br />Il padre lo portava con lui al giornale per fargli respirare l'aria del giornalismo, sperando che gli venisse la voglia di seguire le sue orme.<br />Poi un giorno, l'aereo che portava a casa Renato Tosatti appena quarantenne ed il grande Torino cadde e con lui caddero i sogni del piccolo Giorgio.<br />Una foto rimarr&agrave; impressa per sempre nella sua testa e nel suo cuore: i resti della macchina da scrivere del padre fra i rottami dell'aereo: Giorgio ne voleva rimettere insieme i pezzi, farla rivivere cos&igrave; come avrebbe voluto far rivivere suo padre.<br />E' la svolta che cambia la sua vita: mette da parte il sogno di diventare biologo ed intraprende la carriera di giornalista, ci mette coraggio, grinta, rabbia, impegno e da apprendista diventa caporedattore, direttore, opinionista rai, affermato e stimato giornalista.<br />Giorgio scrive, scrive ancora con una vecchia macchina da scrivere attirandosi l'ironia dei colleghi, ma quello &egrave; il suo modo di rimanere in contatto con suo padre, di riprendere da dove lui aveva lasciato, di cercare di vincere i fantasmi del tragico di ricordo di quella vecchia foto.<br />E' cos&igrave; che Giorgio Tosatti &egrave; diventato un grande giornalista, stimato da tutti, un esempio per i giovani che vogliono intraprendere quel mestiere, un modello per chi scrive in questo momento e ne ha sempre apprezzato le qualit&agrave; di seriet&agrave;, obiettivit&agrave;, pacatezza e grande professionalit&agrave;.<br />Poi il suo cuore ha iniziato a fare le bizze, ha cominciato a funzionare male e ad ottobre del 2006 Giorgio viene sottoposto a trapianto.<br />Le cose sembrano migliorare ma pochi giorni fa subentrano complicazioni e Giorgio se ne va, torna da suo padre, va a raccontargli che non era vero che lui non voleva fare il giornalista, ma aveva paura di non poter diventare bravo come lui, aveva paura di deluderlo.<br />Ed eccoli l&igrave; felici, seduti uno di fianco all'altro con davanti le loro macchine da scrivere, pronti a riprendere da dove hanno lasciato.<br />C'era una volta un bambino che aveva un sogno: essere come suo padre.<br /></font>]]></description>
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       <pubDate>Wed, 07 Mar 2007 10:08:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
       <source url="http://mike75.iobloggo.com/archive.php?eid=12"><![CDATA[Ciao Giorgio!]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Due schiaffi ed un pugno]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: center;"><font size="2" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif"><span style="font-weight: bold;">Due schiaffi ed un pugno</span></font><br /></div>
<font size="2" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif"><br />Roma, Roma, Roma, core de sta citt&agrave;&hellip;. <br />Cos&igrave; si apre ogni partita casalinga della Roma, cos&igrave; &egrave; doveroso aprire il resoconto della prima giornata di Champions League. <br />Una squadra forte, unita, con un Totti in forma straordinaria, un Totti grande finalmente anche in Europa e non solo in Italia. <br />Il capitano giallorosso &egrave; stato, per&ograve;, ben coadiuvato da un Mancini in grande spolvero, autore di un gran goal (chiedere a Reveillere al quale gira ancora la testa) e da una squadra matura e che &egrave; stata brava a non reagire alle provocazioni dei francesi (Chivu torna a casa con il naso rotto). <br />La Roma adesso &egrave; paradossalmente favorita dal fatto di non dover pi&ugrave; pensare ad un campionato ormai chiuso e pu&ograve; quindi concentrarsi esclusivamente sulla Champions League divenuta ormai l&rsquo;obiettivo primario della stagione. <br />Amala, pazza Inter amala&hellip;.. <br />Sembrava l&rsquo;Inter fosse diventata finalmente una grande squadra, cinica, forte, imbattibile e forse proprio la troppa sicurezza nei propri mezzi l&rsquo;ha messa ko. I complimenti per il gioco, l&rsquo;impressionante serie di vittorie, lo strapotere dimostrato in Italia ha elevato l&rsquo;Inter, aveva posto la squadra nerazzurra su un piedistallo, l&rsquo;aveva portata in alto, molto in alto. Ma si sa che a certe altezze possono venire le vertigini e poi cadere gi&ugrave; fa tanto male. L&rsquo;Inter vincer&agrave; lo scudetto, potrebbe portare a casa un&rsquo;altra Coppa Italia (Mancini &egrave; uno specialista), ma &egrave; fuori dal trofeo pi&ugrave; importante, &egrave; fuori dall&rsquo;Europa che conta e per di pi&ugrave; con una vergognosa rissa finale scatenata dagli spagnoli e dalla quale Burdisso, invidioso di Chivu, esce con il naso rotto. <br />Ma forse i nerazzurri lo hanno fatto apposta: dopo anni nei quali non hanno vinto nulla, dopo anni di sofferenza, fare il grande slam, vincere troppe cose poteva costare caro al cuore ormai provato dei suoi tifosi che a simili emozioni non sono pi&ugrave; abituati.<br /><span style="font-weight: bold;">Quest'articolo &egrave; attualmente pubblicato su www.scudettoweb.com.</span></font>]]></description>
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       <pubDate>Wed, 07 Mar 2007 10:01:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
       <source url="http://mike75.iobloggo.com/archive.php?eid=11"><![CDATA[Due schiaffi ed un pugno]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Quando il mondiale fa bene]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: center;"><font size="2" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif"><span style="font-weight: bold;">Quando il mondiale fa bene</span></font><br /></div>
<font size="2" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif"><br />Mondiali 2006. <br />La Germania ospita la competizione e arriva fino alla semifinale. <br />Nei tifosi tedeschi cresce l&rsquo;entusiasmo, la squadra gira bene, potrebbe anche vincere i mondiali. <br />L&rsquo;adrenalina sale ed in qualche modo bisogna sfogare la tensione e la felicit&agrave; ed i tifosi teutonici decidono di optare per il modo migliore. <br />Si scopre cos&igrave; che ospitare i mondiali ed avere una squadra che va forte porta anche un incremento delle nascite. <br />In Germania, infatti, 9 mesi dopo i mondiali di casa le nascite subiranno un incremento pari al 10% risolvendo parzialmente un grave problema demografico che attanaglia il paese. Questo il risultato di uno studio di Rolf Kliche, ginecologo della Kohl Clinic che ha approfonditamente analizzato il fenomeno e raccolto testimonianze di coppie che hanno affermato di aver concepito il proprio figlio, ad esempio, dopo la vittoria con la Polonia. <br />Immaginiamo allora che i mondiali si fossero svolti in Italia: adesso saremmo invasi dai nuovi nascituri e ricordando le imprese di Cannavaro e Grosso, i goal di Materazzi e le parate di Buffon non potremmo che chiamarli Fabio, Marco o Gianluigi per ringraziare i nostri beniamini. <br />Ma i mondiali si sono svolti in Germania. <br />E se gli europei del 2012 si svolgessero in Italia? Se la nazionale ripetesse la cavalcata vincente dei mondiali dell&rsquo;anno scorso? Se venissero convocati il portiere Spadavecchia del Catania e il centrocampista della Reggina Mesto? Se fossero loro i protagonisti indiscussi delle nostre vittorie? <br />Allora sarebbe tutto un fiorire di bambini dal nome Giandomenico e Vitangelo. <br />Chi l&rsquo;ha detto che &egrave; meglio vincere?<br /><span style="font-weight: bold;">Questo articolo &egrave; attualmente pubblicato su www.scudettoweb.com</span> </font>]]></description>
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       <pubDate>Fri, 23 Feb 2007 08:21:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
       <source url="http://mike75.iobloggo.com/archive.php?eid=10"><![CDATA[Quando il mondiale fa bene]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Come non risolvere un problema]]></title>
       <description><![CDATA[<p style="text-align: center;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="font-weight: bold;">Come non risolvere un problema</span><br /></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Una buffonata.<br />Ecco che cos&rsquo;&egrave; il decreto antiviolenza approvato dal Consiglio dei Ministri.<br />Analizziamo rapidamente nei punti pi&ugrave; importanti.<br />Chiusura degli impianti non in regola e partite a porte chiuse: che bella idea! Peccato che gli incidenti a Catania siano stati fuori dallo stadio e non dentro. Se in occasione di una qualsiasi di queste partite a porte chiuse gli ultras delle due squadre si dessero appuntamento fuori dallo stadio ed iniziassero a menarsi l&igrave;, forse i geni che hanno ideato questo decreto capirebbero che cos&igrave; si bloccano i veri tifosi, quelli che vanno a vedere la partita: chi va con altre intenzioni non ha bisogno dello stadio aperto, tanto del calcio non gliene importa nulla, ha bisogno solo di un punto di ritrovo (e l&rsquo;esterno dello stadio va benissimo) dove sfogare la propria violenza. <br />E quando gli stadi saranno a norma non succederanno pi&ugrave; incidenti? I teppisti staranno seduti come agnellini a fare il tifo? Sogni, solo sogni.<br />Razzi e fumogeni banditi da tutte le partite: bene, ottima idea, e le spranghe, le mazze di legno, i coltelli non li bandiamo? Ricordiamo che in passato Marco Fonghessi, Giuseppe Tomasetti, Nazzareno Filippini, Antonio De Falchi e Vincenzo Spagnolo non sono morti per colpa dei fumogeni ma per la violenza inaudita di delinquenti travestiti da tifosi.<br />Controlli pi&ugrave; severi all&rsquo;ingresso dello stadio: peccato che gli oggetti proibiti vengano portati all&rsquo;interno degli impianti sportivi parecchi giorni prima delle partite e quindi il giorno del match non c&rsquo;&egrave; nulla da temere durante i controlli.<br />No alla vendita in blocco di biglietti ai tifosi ospiti: penalizza esclusivamente le piccole squadre, perch&eacute; Milan, Inter e Juventus hanno tifosi sparsi in tutta Italia, quindi, ad esempio, durante Messina-Inter, quanti tifosi mercenari (come direbbe qualcuno) potrebbero entrare a fare il tifo per l&rsquo;Inter pur esibendo un documento che certifica che sono nati nella citt&agrave; sicula?<br />Questo non &egrave; risolvere un problema, &egrave; mettere la testa sotto la sabbia, &egrave; avere una soluzione di comodo, eclatante, che mostri l&rsquo;apparente durezza di chi governa (sia l&rsquo;Italia che il calcio), che alla fine bloccher&agrave; lo spettacolo, ma non la violenza.<br />Adesso saranno tutti contenti, tutti si vanteranno di aver trovato la giusta soluzione, poi morir&agrave; qualcun altro ed il valzer ricomincer&agrave;.</span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><font size="2" style="font-family: Verdana; font-weight: bold;">Questo articolo &egrave; attualmente pubblicato su www.scudettoweb.com</font><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"></span></p>]]></description>
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       <pubDate>Thu, 08 Feb 2007 08:32:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
       <source url="http://mike75.iobloggo.com/archive.php?eid=9"><![CDATA[Come non risolvere un problema]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Stop.... dimentica]]></title>
       <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="font-weight: bold; text-align: center;"><font size="2"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Stop.... dimentica!</span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font size="2"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><br />Stop.<br />Venerd&igrave; 2 febbraio: Filippo Raciti perde la vita all&rsquo;esterno dello stadio di Catania durante il derby tra gli etnei ed il Palermo colpito da una spranga di ferro che gli ha spappolato il fegato.<br />Il campionato di calcio si &egrave; fermato, per riflettere, per capire, per trovare una soluzione.<br />12 anni fa moriva Vincenzo Spagnolo accoltellato durante Genoa-Milan.<br />Anche in quel caso il campionato si ferm&ograve;, tutti predicarono la necessit&agrave; di trovare una soluzione definitiva alla violenza negli stadi, ma furono solo parole. Nel corso di questi 12 anni sono infatti diminuiti gli scontri tra ultras, ma sono aumentati in maniera esponenziale gli incidenti tra pseudo tifosi e forze dell&rsquo;ordine, &egrave; aumentato l&rsquo;odio per i tutori della legge.<br />E&rsquo; ormai evidente che alcuni teppisti vanno allo stadio per tutto fuorch&eacute; vedere la partita, non entrano (come &egrave; successo a Catania) e aspettano il momento per scatenare la loro insensata ira, la loro violenza.<br />Fermare il campionato serve solo a far sentire loro ancora pi&ugrave; importanti, non serve a risolvere i problemi: questi teppisti hanno il calcio come pretesto, ma non &egrave; lo sport che li appassiona: &egrave; la possibilit&agrave; di scontrarsi con la polizia e di esultare (come Livorno e Piacenza) per l&rsquo;uccisione di un poliziotto, mancando di rispetto al dolore di una famiglia, alla struggente sofferenza di una ragazzina di 15 anni, Fabiana, che ha perso il padre e che gli ha scritto un ultima lettera traboccante d&rsquo;amore alla quale &egrave; impossibile rimanere indifferenti.<br />Ma loro sono felici (il riferimento &egrave; ovviamente non a tutti, ma solo a chi si macchia di tali atti o chi esulta per questi), sono felici di aver ammazzato uno sbirro, sono felici di essere dei criminali, degli assassini e cantano Libert&agrave; per gli Ultras, libert&agrave; di andare allo stadio armati, libert&agrave; di cercare lo scontro, libert&agrave; di picchiare, libert&agrave; di uccidere.<br />Mi &egrave; capitato tempo fa di leggere il forum del sito <a href="http://www.tifonet.it/">www.tifonet.it</a> e sono rimasto scioccato dal fatto che gruppi di ultras rispettano altri gruppi perch&eacute; cercano lo scontro o perch&eacute; odiano la polizia: la violenza nel mondo ultras (e non solo in quel mondo) genera rispetto. <br />Non fermiamo il campionato, fermiamo la violenza, fermiamo i delinquenti, fermiamo l&rsquo;ondata di morti (forze dell&rsquo;ordine o civili che siano).<br />Dimentica.<br />Non passer&agrave; tanto tempo, non ci vorr&agrave; molto e anche questo episodio andr&agrave; negli archivi della memoria, si penser&agrave; di aver trovato una soluzione, di aver risolto definitivamente il problema, fino a quando non accadr&agrave; di nuovo, fino a quando la violenza non esploder&agrave; provocando un altro ennesimo morto.</span><br />E il campionato si fermer&agrave; di nuovo&hellip;</font><br style="" /></p>
<span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> <!--&#91;if !supportLineBreakNewLine&#93;--><br style="" /> <!--&#91;endif&#93;--></span>]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=26872&amp;cid=71930'>varie</category>
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       <pubDate>Tue, 06 Feb 2007 11:16:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>Mike75</dc:creator>
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